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| - La tragedia di Adria, dove 4 operai sono morti in seguito ad esalazione di sostanze chimiche, ha riportato all’attenzione del pubblico la tragica tematica delle “morti bianche”.
E‘ chiaro che le considerazioni sulla veridicità delle statistiche sui caduti sul lavoro sono secondarie rispetto ad un fenomeno drammatico come questo, tuttavia il fact-checking risulta utile per chi vuole avere un quadro preciso della situazione. Nel caso specifico, i numeri citati da Grillo, ripresi dal blog “Caduti sul lavoro” non ci sembrano corrispondere alla realtà.
Le morti sul lavoro denunciate all’Inail sono state effettivamente 489 da gennaio ad agosto 2014 – questo totale esclude le 163 morti in itinere ossia quelle registrate sulla strada percorsa da o per la sede di lavoro. Tale numero, per quanto ancora spaventosamente alto, risulta essere in calo rispetto alle 513 morti denunciate nello stesso periodo del 2013. Ed è un calo che – se confermato per il resto dell’anno – si inserirebbe in una serie storica che vede le morti sul lavoro ridursi ogni anno dal 2009 a questa parte.
Fatte le debite verifiche, ricordiamo che le cosiddette “morti bianche” sono una tragedia di cui si deve parlare con la massima attenzione e rispetto. Sebbene i numeri siano sicuramente da bollettino di guerra, non si riscontra “un bel +7,1% di morti” citato da Grillo, il quale, con la sua famosa – e, mai come in questo caso – inopportuna irriverenza conclude sostenendo che “per eliminare il problema della disoccupazione e della mancanza di lavoro, il governo ce la sta mettendo tutta. La soluzione è semplice, è sufficiente eliminare i lavoratori.”
“Panzana pazzesca”.
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