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| - Bacchettata professorale da Renato Brunetta nei confronti di Matteo Renzi, reo di aver sbagliato in partenza i numeri delle famose “coperture” richieste per poter procedere con il taglio delle tasse.
Come segnalato (a nostra conoscenza, per primo) da Simone Spetia di Radio 24, però, i numeri sembra averli sbagliati Brunetta stesso. Partiamo dall’ammontare complessivo ricavato dalla tassazione delle rendite finanziarie nel 2013. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate non siamo riusciti a trovare il numero citato da Brunetta, ma il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia ha pubblicato il bollettino delle entrate tributarie gennaio-dicembre 2013, accompagnato dalla nota tecnica e le appendici statistiche.
In questi documenti troviamo varie voci che insieme dovrebbero comporre la tassazione complessiva sulle rendite finanziarie:3.067 milioni di ritenute sugli interessi e premi corrisposti da istituti di credito,
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5.561 milioni dall’imposta sostitutiva su interessi e premi di obbligazioni e titoli similari,,
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2.443 milioni dall’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze
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2.117 milioni da altre entrate.
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Per un totale di circa 13,2 miliardi di euro. Per confermare che stiamo sommando il totale giusto vediamo che nel comunicato stampa del Mef sulle entrate tributarie del 2012 il gettito da rendite finanziarie era aumentato del 46,8%, pari a +3,6 miliardi di euro. Questa percentuale quadra con l’aumento che vediamo nella banca dati del Dipartimento del Finanze da 7,7 miliardi a 11,2 miliardi di euro.
Conclusa la (lunga) premessa, Brunetta in che modo ha sbagliato? In maniera abbastanza banale. Invece di calcolare il 6% aggiuntivo di imposta sul totale imponibile lo ha fatto sul gettito. Con il risultato di aver ottenuto un nuovo gettito molto minore da quello stimato da Renzi. Brunetta calcola il “6% del 20%”, quando dovrebbe calcolare il “6% del 100%”.
Quindi, a quanto dovrebbe ammontare l’extra-gettito da questo aumento delle tasse? Seguendo il calcolo che Brunetta forse intendeva fare, per un gettito di 13 miliardi con una tassa al 20% vuol dire che l’imponibile è cinque volte tanto, ovvero 65 miliardi (essendo 20% pari a un quinto). Il 26% di 65 miliardi è 17,1 miliardi, addirittura un +3,9 miliardi rispetto al gettito 2013.
In realtà anche questo calcolo sarebbe stato sbagliato poiché non considera che l’aliquota sui BOT e altre obbligazioni era e rimane al 12,5%. Presumendo che l’entrata 2 (dall’elenco puntato in alto) derivi da un’imposta al 12,5% come da decreto 239/1996, e che tutte le altre derivino invece dall’imposta al 20% ne conseguirebbe che il gettito aggiuntivo dall’aumentare l’aliquota sui primi al 26% sarebbe di circa 2,3 miliardi (si vedano i nostri calcoli). Un po’ meno di quello detto da Renzi, ma le sue stime si baseranno probabilmente su un’imponibile per il 2014 lievemente in crescita. Ciò non toglie l’errore di origine di Brunetta che confonde in maniera grossolana
In conclusione, Brunetta accusa Renzi di aver peccato di “finanza creativa” ma commette a sua volta un errore da principiante. I numeri di Renzi dovranno venire verificati alla prova dei fatti a al momento questa dichiarazione è una “Panzana pazzesca”!
(Si ringrazia il lettore Alberto Frau per averci segnalato questa dichiarazione da verificare)
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