schema:text
| - Beppe, deciditi! Nel suo intervento a La Cosa, Grillo afferma che in Italia ci sono 300mila leggi. Peccato che in piena campagna elettorale, a Palermo, aveva sostenuto che fossero 125mila, salvo poi dichiarare tre giorni dopo, in un’intervista a Euronews, che nel Paese ci fossero 350mila leggi (min. 9:34 del video). Di entrambe le dichiarazioni avevamo dato contezza in una precedente analisi, ma torniamo sul punto perché il Beppe nazionale proprio non azzecca il dato corretto.
Sul sito dell’Unità per la Semplificazione Normativa del governo si trovano i dettagli dell’attuazione del cosiddetto taglia-leggi. Introdotto dall’art. 14 della legge n. 246 del 2005 con l’obiettivo di ridurre il numero delle leggi presenti nell’ordinamento, il taglia-leggi è stato attuato attraverso tre distinti interventi. Un primo intervento (decreto legge n. 112 del 2008), ha consentito un taglio di circa 7mila leggi, a cui se ne sono aggiunte altre 29mila tagliate con un secondo intervento (decreto legge n. 200 del 2008). Con il c.d. salva-leggi (decreto legislativo n. 179 del 2009), sono, invece, state individuate le leggi pre 1970 da mantenere in vigore. Tutte le altre pubblicate prima del 1970 e non contenute nel provvedimento sono state oggetto di una abrogazione automatica e generalizzata (c.d. effetto ghigliottina). A seguito di questo intervento, l’insieme delle leggi anteriori al 1970 rimaste in vigore è diminuito da circa 50.000 a pressappoco 2.400. In totale – si legge – questi interventi di semplificazione hanno ridotto il numero delle leggi attualmente in vigore a poco più di 10mila. Molti ricorderanno le gesta dell’allora titolare del Dicastero per la Semplificazione, il leghista Calderoli che, armato di fiamma ossidrica, polverizzava scatoloni pieni di leggi abrogate.
Dai dati ufficiali a disposizione, il numero di leggi in vigore sembrerebbe, dunque, circa trenta volte inferiore a quello affermato da Grillo, che peraltro usa questo dato con una certa disinvoltura. Una meritatissima “Panzana pazzesca”!
|