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  • In un’intervista recente, il governatore della Puglia ha sostenuto che in Lazio i risultati delle elezioni politiche e regionali 2018 siano andati in direzioni molto diverse. Emiliano sostiene questa affermazione facendo un paragone con quanto successo alle amministrative in Puglia (presumibilmente quelle del 2009), quando lui prese il 54% e la destra il 40% nel voto per il sindaco, mentre nel voto per il Parlamento europeo – che si svolgeva in contemporanea – le percentuali tra centrodestra e centrosinistra furono più o meno invertite. La tesi di Emiliano è quindi che “i cittadini votano a seconda della competizione elettorale”. L’affermazione generale, sulla carta, è condivisibile. Diamo un’occhiata al caso specifico citato da Emiliano, ovvero il voto in Lazio alle scorse elezioni. I risultati in Lazio Prendiamo quindi i voti scrutinati dalla piattaforma del Ministero dell’Interno Eligendo, confrontando i risultati delle regionali con quello delle politiche in Lazio (aggregando le circoscrizioni Lazio 1 e Lazio 2 per la Camera dei Deputati, e considerando la circoscrizione Lazio per il Senato). Come si può vedere, alle Regionali vince il presidente in carica Nicola Zingaretti, supportato dalla coalizione di centrosinistra (32,92%), staccato di poco da Stefano Parisi sostenuto dal centrodestra (31,17%). Roberta Lombardi (Movimento 5 Stelle) si posiziona terza con poco meno del 27% dei voti. Il risultato delle politiche (sostanzialmente allineato tra Camera e Senato) è in effetti diverso: la coalizione di centrodestra passa dal secondo al primo posto con più del 35% dei voti, seguita da M5S al 33% circa. Il centrosinistra (alle politiche in corsa senza LeU) si posiziona terza, staccata di circa dieci punti in entrambe le Camere. Apparentemente quindi, in Lazio il voto regionale sembra differire da quello nazionale. La tesi di Emiliano, però, è un po’ più forte, ovvero che ci siano due risultati, due trend “completamente diversi” (nel video accenna a “risultati opposti”). Verifichiamo meglio l’affermazione andando più nel dettaglio dei risultati. La questione della divergenza di voto Per vedere se siano presenti o meno dei trend molto discordanti (se non opposti), analizziamo il dettaglio dei risultati per lista accostando i voti delle regionali a quelli di Camera e Senato (aggregando questi ultimi in un’unica media). Per analizzare meglio eventuali disparità di voto, abbiamo aggiunto nella colonna a destra il dettaglio della differenza di percentuale tra il voto regionale e quello nazionale. Osservando i risultati per lista, in realtà la situazione tra le due competizioni elettorali è più allineata di quanto dichiarato dal governatore pugliese. Purtroppo il paragone tra diverse competizioni elettorali (peraltro con sistemi differenti) presenta per forza di cose delle limitazioni di comparabilità di cui tenere conto. Ma se il risultato presentasse una situazione “completamente diversa”, ci si aspetterebbe che il trend emergesse in modo netto da percentuali di voto per lista poco allineate. Invece la differenza di voto tra regionali e politiche non è macroscopica. La maggior parte delle liste presenta differenze di grandezza non superiore al punto percentuale circa. Le differenze maggiori sono quelle relative a M5S (quasi – 6 punti), Lega (-3,6) e PD (+2,6): divari significativi ma non eclatanti. La vittoria di Zingaretti sembra essere stata in particolar modo guidata dalla lista civica del governatore oltre che dalla presenza di altre liste in coalizione che invece non hanno corso assieme alle politiche (LeU soprattutto). La situazione tra le due competizioni elettorali quindi è sì, come dice Emiliano, non allineata, ma abbastanza lontana dal presentare trend “completamente diversi” come sostenuto. Il verdetto Se da una parte Michele Emiliano dice una cosa corretta affermando che in Lazio i risultati delle elezioni regionali siano diversi rispetto a quelli alle politiche, dall’altra parte esagera nel dire che questi risultati siano “completamente diversi” o addirittura “opposti”. Se si guarda al dettaglio dei voti per singola lista, ci sono infatti percentuali sostanzialmente allineate, e anche quando non sono allineate le differenze non sono clamorose. È quindi esagerato parlare di situazioni completamente diverse, o addirittura opposte. Per Emiliano un “Nì”.
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