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  • Una notizia bomba, ampiamente riportata dai mezzi di informazione: l’Unione Europea boccia l’Imu. Uno smacco per Monti: il premier che tanto ha difeso l’impopolare imposta si ritrova a doversi difendere dal “fuoco amico” dell’Ue. E su Twitter Nichi Vendola non si lascia sfuggire l’occasione per lanciare un cinguettio di accusa. Le cose però non stanno così, e questa vicenda rafforza l’importanza del fact-checking come strumento di informazione (o di controllo della stessa). Scopriamo perché. La Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione Europea ha pubblicato ieri un rapporto intitolato Occupazione e Sviluppi Sociali in Europa 2012: un mattone di 476 pagine che vi risparmiamo. Andiamo dritti al punto. In una sezione dedicata agli effetti sociali della tassazione sugli immobili (pagg. 263-267) si legge: “Property taxes have no impact on inequality in Estonia and Italy, and are seen to slightly increase poverty in Italy” (“Le tasse sugli immobili non hanno alcun impatto sulla disuguaglianza in Estonia e in Italia, e si osserva che aumentano leggermente la povertà in Italia”). Due grafici, riportati qui sotto, illustrano il dato. E il diavolo sta nei dettagli. Come evidenziano le note sotto ai grafici, i dati si riferiscono al 2005 e 2006 (cerchiati in rosso da noi), anni prima dell’introduzione dell’Imu, quando era invece in vigore l’Ici. In serata é intervenuta poi una nota della Commissione Europea volta a chiarire l’equivoco, e alcuni quotidiani (ad esempio il Corriere della Sera) hanno rettificato. Sull’Imu, il rapporto contiene un riquadro in cui si analizza la rivalutazione delle rendite catastali sulla base di valori di mercato (pag. 265). La Commissione non si esprime in maniera netta sull’equità dell’Imu – sottolineando che alcuni aspetti sono orientati all’equità (come le deduzioni per l’abitazione principale e i figli a carico o la marcata differenza tra la tassazione della prima e delle seconde case) – ma altri “potrebbero essere ulteriormente migliorati per rafforzarne la progressività”. Insomma, sembra proprio che l’Unione Europea non ci stia “prendendo a sberle”. I dati si riferiscono agli effetti sociali dell’Ici e mostrano un leggero aumento della povertà (nell’ordine dello 0,1% secondo la nota di precisazione) e nessun impatto sulla disuguaglianza. Anche per quanto concerne l’Imu il giudizio sembra tutt’altro che negativo. Per quanto sia plausibile che la dichiarazione di Vendola sia stata determinata dai media che hanno sbagliato a riportare la notizia, la “Panzana pazzesca” scatta implacabile.
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