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| - Dopo Vendola, anche Ingroia inciampa su questa dichiarazione. Spieghiamo perché.
La Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione Europea ha pubblicato l’8 gennaio un rapporto intitolato Occupazione e Sviluppi Sociali in Europa 2012: un mattone di 476 pagine che vi risparmiamo. Andiamo dritti al punto. In una sezione dedicata agli effetti sociali della tassazione sugli immobili (pagg. 263-267) si legge: “Property taxes have no impact on inequality in Estonia and Italy, and are seen to slightly increase poverty in Italy” (“Le tasse sugli immobili non hanno alcun impatto sulla disuguaglianza in Estonia e in Italia, e si osserva che aumentano leggermente la povertà in Italia”). Due grafici, riportati qui sotto, illustrano il dato.
E il diavolo sta nei dettagli. Come evidenziano le note sotto ai grafici, i dati si riferiscono al 2005 e 2006 (cerchiati in rosso da noi), anni prima dell’introduzione dell’Imu, quando era invece in vigore l’Ici.
In serata é intervenuta poi una nota della Commissione Europea volta a chiarire l’equivoco, e alcuni quotidiani (come il Corriere della Sera) hanno rettificato.
Sull’Imu, il rapporto contiene un riquadro in cui si analizza la rivalutazione delle rendite catastali sulla base di valori di mercato (pag. 265). La Commissione non si esprime in maniera netta sull’equità dell’Imu – sottolineando che alcuni aspetti sono orientati all’equità (come le deduzioni per l’abitazione principale e i figli a carico o la marcata differenza tra la tassazione della prima e delle seconde case) – ma altri “potrebbero essere ulteriormente migliorati per rafforzarne la progressività”.
Insomma, sembra proprio che l’Europa non stia dicendo che l’Imu è iniqua socialmente come afferma Ingroia. I dati si riferiscono agli effetti sociali dell’Ici, mostrando un leggero aumento della povertà (nell’ordine dello 0,1% secondo la nota di precisazione) e nessun impatto sulla disuguaglianza. Anche per quanto concerne l’Imu il giudizio sembra tutt’altro che negativo. Per quanto sia plausibile che la dichiarazione sia stata determinata dai media che hanno sbagliato a riportare la notizia, dopo Vendola anche per Ingroia la “Panzana pazzesca” scatta implacabile.
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