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| - Dalle colonne del suo blog, Luigi Di Maio, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, sparacchia un po’ a caso. Senza fare numeri, sostiene siano “diverse migliaia” i poliziotti positivi ai test per la tubercolosi, contratta soccorrendo immigrati. Eppure bastava leggere un altro blog – quello di Beppe Grillo – per scoprire che non è così.
Appena pochi giorni prima, il blog di Grillo riportava la denuncia di Igor Gelarda, segretario del sindacato della polizia Consap, secondo cui quaranta poliziotti sarebbero risultati positivi al test di Mantoux sulla tubercolosi. Quaranta, non diverse migliaia. Ma facciamo un passo indietro.
Cos’è la tubercolosi
Lo spiega bene l’Istituto Superiore della Sanità: “la tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della tbc si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita”.
Tubercolosi – il ritorno?
Secondo Gelarda “inevitabilmente questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi”. Non è propriamente così.
L’incidenza della tubercolosi in Italia è in calo da decenni, ma non è mai completamente scomparsa. Secondo il Ministero della Salute i casi notificati nel 1955 erano 12.247; quasi sessant’anni dopo, nel 2011, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ne registrava 3.421. Più significativo il calo della mortalità, con 10.921 decessi causati dalla tubercolosi nel 1955 rispetto ai 260 nel 2012.
Il test di Mantoux
Si tratta del metodo più utilizzato per scoprire se una persona è stata infettata, e consiste in un’iniezione nel braccio della tubercolina. Il test, tuttavia, non è infallibile. Dal sito della Onlus StopTB: “un test positivo, non necessariamente significa che si è stati infettati, cosi come un test risultato negativo non indica necessariamente la non infezione”.
Peraltro, come ha spiegato Roberto Santorsa, direttore della Direzione Centrale di Sanità del dipartimento della pubblica sicurezza, a proposito dei poliziotti positivi al test, “tale risultato non è assolutamente indice di malattia ma attesta solo un pregresso contatto con il microrganismo che può essere avvenuto anche molti anni fa”.
Quindi?
Dei 40 poliziotti positivi al test, il Consap denuncia tre “casi conclamati di colleghi che hanno contratto il virus della tbc”. In un aggiornamento del 12 settembre, Santorsa segnala 121 casi di poliziotti positivi al test. Ma sui tre che avrebbero effettivamente contratto la malattia spiega: “gli ulteriori accertamenti eseguiti sui tre operatori della Polizia hanno escluso la presenza di malattia in atto”.
Insomma, i poliziotti risultati positivi al test di Mantoux non sono certamente “diverse migliaia” come ha affermato Di Maio. E tra questi, ad oggi nessuno risulterebbe malato. Una bella panzana come non si vedevano da tempo!
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