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  • Quanto vale il debito della gestione ordinaria del Comune di Roma? Formigli lancia la domanda ai candidati sindaco, i quali rivendicano una totale mancanza di trasparenza e chiedono ad Alemanno ulteriori dettagli. Il sindaco in carica non si lascia intimorire (ma che fosse infervorato sulla gestione finanziaria già avevamo avuto modo di appurarlo su La7) e la spara grossa: il debito del Comune di Roma è zero, non esiste. Possiamo credergli? Sfidando banche dati e un sito comunale non proprio “open” siamo andati ad indagare. Innanzitutto una doverosa premessa, presentata anche a Piazza pulita: esistono attualmente due gestioni finanziarie del Comune capitolino. Da un lato la gestione ordinaria, che è quella di cui parleremo ora e che si può imputare all’attuale Giunta; dall’altro la gestione commissariale che riguarda i debiti e i crediti accumulati prima dell’insediamento di Alemanno e oggi in mano ad un commissario governativo (molte e più dettagliate informazioni al riguardo possono essere trovate qui). Per verificare l’affermazione di Alemanno siamo andati sia sulla sezione “Bilanci” del Comune, sia sul sito del Ministero dell’Economia dove vengono riportati tutti i dati certificati delle gestione comunali. I dati sono aggiornati al 2011, perché i bilanci consuntivi del 2012 e relative relazioni di gestione saranno disponibili solo successivamente. Le informazioni da guardare sono quelle inerenti ai residui passivi, che rappresentano spese che l’ente si è impegnato a sostenere ma che non ha ancora pagato (si veda la RGS), a cui aggiungiamo i debiti fuori bilancio (per debiti fuori bilancio il TUEL si intende “un’obbligazione verso terzi per il pagamento di una determinata somma di danaro che grava sull’ente […] assunta in violazione delle norme giuscontabili che regolano i procedimenti di spesa degli enti locali” – Ministero dell’ Interno F.L. 21/1993). Come si evince, a dicembre 2011, i residui passivi erano pari 6.302 milioni di euro (2.534 la parte corrente), mentre i debiti fuori bilancio sono pari a 4 milioni e 700 mila. Ben lontani quindi dallo “zero” di Alemanno. In alternativa, e per cercare di capire meglio da dove il sindaco in carica abbia potuto affermare che il debito romano non esiste, siamo andati anche a controllare il valore dell’indebitamento, calcolato ai fini del patto di stabilità. In questo caso il valore che otterremo andrà ad indicare se il Comune di Roma concorre o meno alla formazione del debito complessivo della pubblica amministrazione, calcolato secondo quanto previsto dai parametri di Maastricht. I calcoli per determinare il valore di tale indebitamento sono riassunti nella tabella che segue: Il saldo risulta negativo e pari a circa 277 milioni ma, come ci ricorda il rendiconto di gestione 2011 pubblicato sul sito del Comune di Roma, è necessario considerare che alcune voci sono escluse dal Patto di Stabilità, tra cui, la più importante, i 402 milioni di spesa in conto capitale dedicati alla costruzione della metropolitana ai sensi dell’articolo 1 comma 147, legge 266 del 23 dicembre 2005. Il risultato finale è un saldo netto negativo di 220 milioni (pag. 18) che indica che il Comune di Roma concorre, quindi, alla creazione del debito della pubblica amministrazione. Un altro passo verso la “Panzana” per Alemanno… Infine, siamo andati a controllare anche il valore del debito di finanziamento, ovvero dei mutui contrattati e relativi interessi, e come si evince dallo stesso rendiconto di cui sopra (pag. 28) abbiamo scoperto che a inizio 2011 il valore complessivo del debito era di circa 605 milioni, passato a 850 a fine anno (+ 245 milioni). Secondo l’agenzia di rating Fitch l’importo sarebbe ulteriormente aumentato a fine 2012, raggiungendo il miliardo di euro. Insomma, seppure Roma non sia un ente deficitario (tabella di accertamento ai sensi dell’art. 242 del TUEL, secondo cui “sono da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie gli enti locali che presentano gravi ed incontrovertibili condizioni di squilibrio”) e seppure la stessa agenzia di rating Fitch segnali che “lo stock del debito di Roma rimane modesto”, dire che “il debito non esiste” è decisamente sbagliato. Alemanno non sfugge alla “Panzana pazzesca”.
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