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| - Durante il suo intervento al V3Day di Genova, Grillo parla di economia e lo fa confrontando il nostro rapporto debito/Pil con quello tedesco. Per effettuare un corretto fact-checking e fornire una spiegazione chiara procediamo con ordine dividendo la dichiarazione in sezioni.
Partiamo dalla prima affermazione – “il Pil dell’Italia dall’introduzione dell’euro […] è una linea che va dall’alto verso il basso e continua ad andare giù”. Per verificare se Grillo ha ragione ci rifacciamo ai dati del Fondo Monetario Internazionale: dall’analisi di questi ultimi è facile dedurre come nei primi anni dopo la data dell’introduzione dell’euro (2002) i Pil di Italia e Germania siano cresciuti entrambi (tranne una lieve diminuzione nel 2003). E’ dalla crisi economica del 2008 che il Pil italiano inizia a decrescere, per riprendersi nel biennio 2010-11: ragion per cui non possiamo parlare di andamenti uniformi; al massimo la decrescita è stata a partire dal 2008, non dal 2002. Per questo motivo l’affermazione risulta errata. Aggiungiamo che per l’Italia gli anni di maggiore crescita reale sono stati proprio quelli post-euro (escludendo il “rimbalzo” del 2010 post-crisi).
Dati in miliardi di euro – fonte IMF
Passiamo ora al secondo punto – “[…] Mentre il Pil va giù il nostro debito va su. […] Da quando siamo entrati nell’euro… Il rapporto debito/Pil dell’Italia, guardate dove sta andando, verso il 132,7, era al 120 quando è entrato Monti”. Anche su questo punto Beppe Grillo è poco corretto e per verificarlo utilizziamo di nuovo le statistiche e le stime dell’Imf: da queste apprendiamo che se il rapporto debito/Pil sale, vuol dire che il Pil cresce meno del debito nazionale. Tuttavia, Grillo sostiene una cosa corretta così come cita più o meno precisamente i valori del rapporto debito pubblico/Pil di oggi (previsto a 132.3% per il 2013) e quelli relativi all’arrivo del governo Monti (119.3% per il 2011). Il punto critico è che Grillo pare indicare come causa l’entrata dell’euro mentre, come si vede dal grafico che riportiamo in basso, il “trend crescente” è di lunga data, con un andamento ciclico che ha visto solo saltuariamente periodi di particolare crescita economica e di abbassamento del rapporto debito/Pil. Inoltre, basterebbe guardare i dati Bankitalia per rendersi conto che l’esplosione del rapporto debito/Pil si e’ registrata a partire dalla II Guerra Mondiale in poi (Il “Debito Pubblico dall’Unità d’Italia ad Oggi” , pag. 18).
Dati in %GDP – fonte Imf
Veniamo alla terza parte della dichiarazione – “La Germania guardate dov’è: è ferma, è lineare vuol dire che è l’unica che ha guadagnato in questi 20 anni”. Anche qui Beppe Grillo si sbaglia; il rapporto debito/PIl tedesco è sì lineare, ma non è fermo. E’ anch’esso generalmente cresciuto, in modo minore, ma con trend simile a quello dell’Italia, come si vede sempre dal grafico sopra. Nel periodo dell’euro (che non sono 20 anni) la Germania inoltre è cresciuta più dell’Italia e si è indebitata, in proporzione al Pil, meno. Dare la colpa (o il merito) all’euro è già di per sé estremamente complicato, ma qualsiasi sia l’effetto dell’euro, la “Germania non è l’unica ad averci guadagnato”: a parità di condizioni (l’adozione dell’euro), se vediamo i dati di crescita del decennio post-euro (dati Imf: crescita media annua ponderata a prezzi costanti e valuta locale) notiamo che la Germania ha avuto una crescita del Pil sicuramente non fra le più alte, mentre invece l’Italia ha avuto una performance tra le peggiori, migliore solo della Grecia.
*Estonia, Slovenia and Slovak Rep. dal 1993. CAGR% Real GDP, fonte Imf
Tiriamo le somme. La prima parte e la terza della dichiarazione sono errate mentre la seconda ha solo alcuni punti corretti: noi diciamo “Panzana pazzesca” nel complesso.
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